Oggi su Il Foglio, un editoriale dell'elefantino cade secondo me nella trappola tesa da quello-che-non-è-il-mio-sindaco.
Reagisco, da bolognese indignato speciale, con una lettera al direttore che qui riporto. Mi spiace solo notare che la trappola abbia funzionato... ai posteri l'ardua sentenza.
La lettera:
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Egregio direttore,
da fedele lettore bolognese del Foglio vorrei farle notare che secondo me, nel suo editoriale di oggi, anche lei è caduto nella trappola mediatica di Cofferati: cercare passare a livello nazionale per un uomo si di sinistra ma per la legalità, contro gli eccessi di massimalismo di Rifondazione etc. etc. etc. e con tutto il battage pubblicitario che ne consegue.
Capisco che il suo punto di vista e aggiungo che probabilmente se non abitassi in questa città la penserei come lei.
Una maggiore informazione sul campo probabilmente la porterebbe a pensare come me e come la maggioranza dei bolognesi: visto il non esaltante, per non dire di peggio, percorso amministrativo di questa giunta il sindaco non ha altro modo per cercare di essere rieletto o quantomeno per non sembrare in Italia quello che a Bologna è chiaro a tutti, ormai, cioè che è palesemente incapace di amministrare una città ma bravissimo ad attirare l'attenzione su di se e a spendersi mediaticamente con annunci irrilevanti per la gestione amministrativa. In dialetto si direbbe "gli urbèen chi'fan al bastunèe", versione locale della storia dei ladri di Pisa.
Le evito i moltissimi punti che han fatto cambiare idea al 55% di elettori di 3 anni orsono (la metropolitana, le tasse, le prebende ad amici eccellenti, l'ordine pubblico tanto per fare qualche esempio); mi permetto solo di ricordarle i risultati (come al solito drogati, ma ci vorrebbero le prove) delle ultime politiche in città per farle capire che aria tira nella conservatrice Bologna.
Non faccio altro che sentire persone (che lo han votato) che dicono "ah, quando c'era il Guazza.."
Con rispetto per le sue idee
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Ad ogni modo, vorrei sbagliare lo stesso numero di volte che sbaglia il Direttore.
