Come posso affermare che chi ha vinto (per lo 0.07%) le elezioni sia il vero sconfitto? dovrebbe essere vero il contrario; ha ottenuto quello che voleva, sembra.
Noto tanti piccoli indizi del contrario.
Ho notato l'altissima affluenza alle urne soprattutto al nord, dove si legge il suo giornale ed è accertato il fatto che gli astensionisti sono in maggioranza di centrodestra.
Ho visto con incredulità l'aumento delle copie vendute di Libero di Vittorio Feltri e del Giornale a Milano e in Lombardia dopo l'endorsement; pare inoltre che la tendenza continui anche ora.
Mi sono ricordato che lo stesso Mieli era direttore del Corriere nel '94 all'epoca dell'avviso di garanzia di Napoli e che il procuratore generale di allora (D'Ambrosio) e il principale pm (DiPietro) sono stati appena eletti nella coalizione vincente. Magistratura indipendente
.Ho visto i vertici di Confindustria isolati da Vicenza in poi dalla loro base, al punto da cercare di zittirla con dei comunicati stampa (senza riuscirci).
Ho appena sentito dire dall'ottimo Luca Ricolfi (e riaffermato qui) che il progetto di partito democratico è nato morto non solo per il risultato deludente delle due formazioni che lo dovrebbero formare, ma anche per il fatto che ammettere che lo schieramento di centrosinistra è diviso in due parti porterebbe alla perenne sconfitta elettorale e che quindi le mosse del leader dell'Unione da qui in poi saranno solo nella direzione massimalista per non perdere il consenso di Bertinotti e Diliberto pur di governare a qualunque costo.
In sintesi: la parte riformatrice dello schieramento vincente è maggioritaria nel suo schieramento ma non esprime (e non può) il capo della coalizione e da sola non solo non può governare ma nemmeno vincere una elezione contro uno schieramento di centrodestra che non ha problemi di includere le estreme, dato che non ne ha, e ramazza il 49% e spiccioli. Almeno di rilevanti elettoralmente, intendo.
Deduco che l'endorsement di Mieli è fallito; se il suo obiettivo, rispettabile e auspicabile, era creare un partito democratico sulle basi dell'ex PCI e della sinistra democristiana non gli è riuscito; elettoralmente, non è nemmeno riuscito a ridurre il peso dell'area antagonista.
Quanto poi a drenare voti moderati dall'altro schieramento direi che il fallimento è ancora più evidente; è ovvio che i giochini parlamentari di democristiana memoria si possono sempre fare ma gli elettori sono un'altra cosa e non si pigliano per il naso e tantomeno si spostano a tuo piacimento anche se sei il direttore di quello che era il giornale dei moderati; se li spaventi, vanno a votare invece di "andare al mare".
Da ex lettore del Corriere rimango dell'idea che sia comunque stato un bene che Paolo Mieli si sia lanciato in questa operazione (lo ammetto, lo leggo ancora ma solo online).
Meno equivoci, più chiarezza. E chi legge, sa da che parte sta chi scrive e si regola di conseguenza.
Esattamente quello che è successo domenica nelle urne, e per questo da parte mia lo posso solo ringraziare.