Pessimo Cremaschi. Bene Epifani
"E' intollerabile il tono, l'argomentare, il porsi del segretario della Fiom a fronte della scoperta dell'ennesima infiltrazione terrorista della Cgil. Quel suo appellarsi su Repubblica al garantismo dei giudici -come nel caso di Berlusconi- è rivoltante. Berlusconi era la vittima designata, doveva essere ucciso dai brigatisti, Cremaschi lo sa, ma non gliene importa niente; quel che conta è non parlare delle gravi pecche politiche della sua organizzazione nei confronti del terrorismo, rilanciare accuse ''alla destra'' e ammiccare alla sua sinistra, verso l'area dell'eversione.
E' la ripetizione dello schema di Massimo Brutti: la reponsabilità del terrorismo è delle ''politiche antioperaie di Berlusconi''. Una follia indegna che però avalla in pieno una lettura del fenomeno brigatista come prodoto da tensioni sociali e non -come invece è- da distorsioni tutte e solo ideologiche del verbalismo eversivo nichilista di tanta sinistra. Sindacalisti che da anni accusano di ''macelleria sociale'' coloro che vogliono riformare il mercato del lavoro, fanno ora finta di non accorgersi che quelle loro parole hanno avallato -certo senza loro volontà- comportamenti assassini.
Solo Guglielmo Epifani -non a caso di tradizione socialista e non comunista- ha dato segno di avere colto il segnale d'allarme di questo ultimo episodio. Ma non è la prima volta che i vertici della Cgil fanno autocritiche puramente verbali, poi, nella pratica, continuano a trattare i giuslavoristi -tutti di sinistra- che vogliono modernizzare il mercato del lavoro e attaccare le aree di rendita parassitaria dei fannulloni, da ''nemici di classe''. E intanto Maurizio Sacconi, Pietro Ichino e tanti altri sono costretti a girare con la scorta. Ma di questo alla Cgil non importa nulla."
Non sono d'accordo su Epifani, ma solo perchè la prima dichiarazione era di tono molto diverso da quella alla quale si riferisce Panella.
Onore al merito, sintesi e chiarezza all'ottimo Carlo Panella. Non avrei potuto dirlo meglio.