"Dopo la crisi, il distacco tra Polo e Unione nelle intenzioni di voto è salito a quasi sedici punti, il Prc è sceso al 6,5%, i Ds per effetto del «caso D'Alema» al Senato sono crollati al 17,5%, e insieme alla Margherita sono ormai un punto sotto Forza Italia, che pure ha perso tre decimali e si attesta al 27,6%. Nel centrodestra tutti gli altri partiti sono in ascesa, An è arrivata addirittura al 16,3%. Ma il dato più rilevante è che, senza l'Udc, per la prima volta il Polo supera il 50%. È vero che le elezioni politiche sembrano scongiurate, ma in primavera ci saranno le Amministrative."
Se lo ammettono al Corriere di Paolo Mieli, il direttore che si è speso di più per Prodi da un paio d'anni a questa parte e che sa perfettamente che se anche solo cadesse questo governo la sua testa sarebbe la prima che gli azionisti di RCS farebbero saltare, non è proprio un ballon d'essai come quelli di Berlusconi.
E spiega perchè non ci fanno votare.

Certo è che leggendo articoli come questo, direi che sulla durata del Prodi-bis non ci scommettono nemmeno al Corriere
