martedì 6 febbraio 2007

Crisi Italia Usa

Quando ambasciatori dei paesi Nato impegnati in Afghanistan per la ricostruzione del paese e per contrastare quei simpaticoni dei Talebani sono costretti a fare una lettera aperta agli italiani per informarli di quello che sta succedendo, ciò di per se costituisce un fatto eccezionale e rivoluzionario nelle relazioni internazionali; delle due l'una: o i governi rappresentati da questi ambasciatori sono improvvisamente impazziti oppure si sono resi conto che hanno a che fare con un governo italiano manipolatore e bugiardo, che informa solo pro-domo-sua i cittadini della situazione sul campo e che è inaffidabile perchè ufficialmente fa proclami di appoggio alla lotta al terrorismo et cetera e nella realtà si comporta a livello internazionale come fa sul piano interno: un eterno balletto di tira-e-molla, dichiarazione e controdichiarazione; parole, non fatti.

E inoltre, magari gli stessi governi Nato hanno provato ripetutamente a fare ragionare questi dilettanti al potere, cercando di distoglierli almeno per un attimo dal loro interesse elettorale e di lobby a brevissimo termine per pensare in termini di interesse generale, deduco senza riuscirci.

Un governo di Lotta e di Smentita via stampa amica, direi io.
Mai avevo visto una situazione simile, nemmeno nell'Italietta  della prima repubblica, nella quale i governi duravano 7 mesi di media.

Qui la lettera degli ambasciatori, che sono questi
Edward Chaplin
ambasciatore del Regno Unito
Cristian Valentin Colteanu  ambasciatore di Romania
Alex Himelfarb ambasciatore del Canada
Egbert Jacobs ambasciatore del Regno dei Paesi Bassi
Ronald P. Spogli ambasciatore degli Stati Uniti d'America
Peter Woolcott ambasciatore d'Australia

Le reazioni italiane del governo? Qui l'articolo oserei dire seccato del Corriere  in stile non disturbate il manovratore, qui invece finalmente una reazione da Parisi.

Qui invece un articolo non in ginocchio sull'eccezionalità della questione.

Di sicuro, mi sto un po' vergognando di avere un governo così.
A quanto pare, agli occhi del mondo libero siamo "unfit", inadeguati e inaffidabili.
Povera Italia.