lunedì 12 febbraio 2007

Non sono il solo a dirlo, allora

La decisione governativa del'eliminazione della tassa sulle ricariche telefoniche comincia ad avere altri che si accorgono che il provvedimento è dirigista e demagogico, e non incide.
Benedetto Della Vedova, Riformatori Liberali:
"In realtà la tassa di concessione governativa sui contratti di abbonamento delle utenze telefoniche mobili (gettito 600 milioni di euro) è rimasta immutata. Il Governo ha invece, con una mossa ottusamente dirigista e populista, abolito per decreto il costo di ricarica; il che sarà compensato da un aumento delle tariffe e non comporterà alcun risparmio per i consumatori…Per consentire risparmi occorrerebbe abolire la tassa sugli abbonamenti, che è la vera causa della "bolla" dei costi di ricarica e che costa agli utenti più del doppio".

BdV dice che la tassa Amato del 1992 è da abolire, non i costi delle ricariche; le ricariche sono state inventate proprio dalle aziende in quell'epoca per espandere il mercato che era strozzato proprio da questa tassa...
Un economista della Bocconi che dice quello che io a intuito ho detto due settimane fa... per fortuna!