"Portare la democrazia in Iraq non poteva essere la ragione legittima della guerra, perché non è prevista da nessuna regola internazionale che si possa esportare la democrazia con le armi.
La democrazia non si può esportare con le bombe" (Ansa, 15 aprile 2003)
"Questa guerra, nata nella menzogna, portata avanti nel nome della lotta al terrorismo quando era evidente, e lo si è visto, che avrebbe alimentato il terrorismo, questa guerra voluta per esportare i nostri valori della libertà, della democrazia, si è conclusa nell'immagine della tortura" (24 maggio 2004).
«Una pietra miliare per il governo e popolo iracheno nel processo di costruzione di un Iraq sovrano, democratico, federale e unito» (21 settembre 2006)
Nemmeno Berlusconi avrebbe potuto essere più pomposo e gongolante.
Qui e qui i link che, finalmente, riconoscono la missione in Iraq per quello che era e non per quello che i signori ora al governo han detto per anni.
La Sincerità al governo