giovedì 10 luglio 2008

Ipocrisia politically-correct

Prendo spunto dalle dichiarazioni di Sabina Guzzanti al raduno girotondino di due giorni or sono per notare un piccolo particolare significativo a mio modo di vedere sulla ipocrisia di sinistra, letta, pensata, coltivata, coccolata e attualmente chiamata con un altro nome: politically-correctness.

Se un qualsiasi esponente di centrodestra, senza arrivare ai Teodoro Buontempo, avesse definito "frocioni" un paio di omosessuali, non farei fatica a immaginare la valanga di parole di fascismo incombente, il profluvio di editorialoni su Rep. o LaStampa o Famiglia Cristiana sul regime omofobico, sulla destra fascista e sfascista, antisociale, retrograda e quant'altro, per non parlare poi della giusta indignazione di Serra, Travaglio, Barbara Spinelli e Furio Colombo. Magari tutto condito da un paio di articoli commissionati all'Economist sul fatto che il centrodestra e il suo capopopolo sono "unfit" per governare il paese. Le dichiarazioni di Grillini in proposito sarebbero state quasi ovvie e addirittura benevolmente puerili rispetto all'ondata di indignato rimprovero nazionale sui media sinistrorsi e non.

Ma se questa affermazione la fa un campione della sinistra giacobina,manettara e populista, tutto tace.

Ipocrisia a tutto tondo, secondo me, è il vero nome della politically-corretness alla amatriciana di questi intellettuali e giornalisti.
Liberiamocene.