Una impresa militare pazzesca, complicatissima, il cui successo fu legato a un filo per due giorni interi fino al momento del ricongiungimento con le due divisioni di paracadutisti USA (101esima e 82esima Airborne) e allo sbarco del grosso dei mezzi corazzati.
Decine di migliaia di soldati di fanteria morirono in poche ore a Omaha Beach, Utah, Juno, Sword, ma ne è valsa la pena; la libertà riconquistata vale qualsiasi prezzo.
Qui, qui e qui informazioni dettagliate sull'operazione Overlord.
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In loro ricordo, e con il rispetto che si deve ai caduti per la Libertà, una citazione (presa da Enzo Reale, 1972, grandioso come sempre) del dissidente sovietico Nathan Sharansky sul perchè vale la pena combattere per la libertà e la democrazia, e perchè 40 anni prima era valsa la pena per tanti ragazzi di andare a morire su una spiaggia francese allo scopo di liberare l'Europa da una tirannia.
"Nel 1983 ero incarcerato in una cella di prigionia di otto piedi per dieci ai confini della Siberia. I miei carcerieri sovietici mi diedero il privilegio leggere l'ultimo numero della Pravda. Sparata in prima pagina vi era la condanna del presidente Ronald Reagan per aver avuto la temerarietà di chiamare l'Unione Sovietica "impero del male". Trasmesso attraverso le pareti delle celle e nelle conversazioni alle toilettes, il discorso della "provocazione di Reagan si diffuse rapidamente per la prigione.
Noi dissidenti eravamo in estasi. Finalmente il leader del mondo libero aveva detto la verità - una verità che bruciava nel cuore di ognuno e di ciascuno di noi."
Il mondo libero, disse Sharansky.