lunedì 23 aprile 2007

Il premio chiarezza al Partito Deprimente

Leggo il sempre acutissimo prof. Gianni Pardo sintetizzare in una frase tutto quel popò di casino mediatico che lo scorso weekend ci ha sepolto con la nascita del Partito D(epresso)emocratico.

Personalmente, sono un perplesso geneticamente irreversibile e scettico sui "compagni" per natura e per esperienza vissuta, ma la seguente affermazione del Professor Pardo è fantastica per sintesi e mi fa pensare che non sono il solo a vedere le contraddizioni.
Vorrei che gli elettori di quel partito (dato a circa il 22% dai sondaggisti, meno della somma di DS e Margherita) rispondessero.

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Le fusioni sono opportune quando la separazione appare artificiosa e qui, invece, i leader si affannano a ripetere che non perderanno la loro identità, non rinunceranno ai loro ideali e alle loro bandiere. I Ds non faranno in nessun caso parte dei popolari europei, la Margherita non farà in nessun caso parte dei socialisti europei, e allora perché si mettono insieme, se vogliono rimanere distinti?"

Spero che qualcuno mi spiegherà prima o poi come faranno
contemporaneamente ad "andare a messa e stare a casa", come si dice a Bologna, su questioni fondamentali come questa e tante altre ancora inespresse (da loro)