lunedì 4 dicembre 2006

Non è colpa mia se quelli che ho votato si spostano; io voto sempre in quel modo

Democristianate.
Sbaglierò, ma nei prossimi giorni e settimane mi aspetto una martellante presenza nei media RCS e del gruppo Caltagirone (per ovvi motivi di parentela) e di governo (Corriere, LaStampa, IlSole24ore, Repubblica, Unità, Manifesto, Liberazione, Rai e La7)  di Casini e dell'UDC e della loro fuga dall'opposizione.
Lo scopo della lobby al potere (banche, sindacato e grandissimi di Confindustria) che controlla i mezzi di informazione mi pare ovvio: fornire al popolo una visione numericamente e percentualmente distorta delle opposizioni allo scopo di fiancheggiare un governo asfittico.
Distorta perchè con tutta la più buona volontà è difficile considerare più pesante il 6 percento di Casini (per ora, poi vedremo quanto diminuirà) rispetto al 44 degli altri tre del costituendo partito unico di centrodestra.
Di certo, siamo avvisati dell'aria che tira già da tempo.

A occhio, considerando che a breve termine non ci sono elezioni se non alcune provinciali nel nord a primavera, l'operazione di Casini è quella di arrivare alle Europee dove si vota con il proporzionale per raccattare qualche punto percentuale in più rispetto a quello che ha, e poi vedere. Sembra più tattica che strategia, ma posso sbagliare.
 
Di mio, invece noto alcuni particolari interessanti.
La folla di Roma è la base del partito unico. Una moltitudine di anime diversissime unite da alcuni punti fermi:
- meno tasse, meno spese statali.
- orgoglio dell'Italianità finalmente ritrovata, anche negli impegni internazionali degli scorsi 5 anni
- applausi a scena aperta alle forze armate, agli alleati storici (USA, Israele), sintomo di una appartenenza sopita da decenni di cultura sinistrorsa filosovietica
(prendo a caso dal discorso di Fini, futuro premier)
- L'italia è bipolare, e chi vota da un lato non vota l'altro anche se i suoi eletti gli dicono di farlo: meno partito, rapporti diretti con gli eletti e gli schieramenti
- la futura transizione a Fini è stata digerita prima di cominciare a farla.
- la folla ha archiviato i Democristiani come un eccellente e utile pezzo del passato da non rinnegare sicuramente, per andare avanti.

Sembra proprio che da questa parte dello schieramento sia stata superata la guerra fredda, con la orgogliosa consapevolezza di essere stati dalla parte giusta, di saperlo e poterlo finalmente affermare a dispetto della lobby politically-correct che domina i media. Un po' quello che succede negli USA, dove i media controllati dai Democratici raccontano una America che esiste nelle loro speranze... per essere praticamente sempre smentiti dalle elezioni quando queste contano davvero.

Soprattutto, mi chiedo: Casini e i suoi non si rendono conto che molte persone che li han votati non cambieranno mai schieramento?
Scommetterei che se Mannheimer facesse un sondaggio oggi i tre "ragazzi" del Partito Unico di Piazza S.Giovanni prenderebbero gli stessi voti di coalizione con o senza Casini.
"Non è colpa mia se quelli che ho votato si spostano; io voto sempre in quel modo" ha detto un saggio nel 1994.... (thank you, dad)

PS: ma vogliono trovargli un nome a 'sto benedetto partito unico?