(come direbbe Ezio Greggio)
Ho sentito un ragazzino molto promettente suonare la Partita in Re minore di JSBach, la Sonata in Sol BWV1001 e una fila di Capricci di Paganini con la sfacciataggine della gioventù (David Garrett, 24 anni).
Phisique-du-role, alto e biondo, ciglia lunghissime, accento newyorkese, aria scanzonata al punto di gigioneggiare nella prima parte del concerto e chiedere alla prima fila "Which Caprice I Have to do now?"
Nella seconda, quando le cose si sono fatte serie si è messo di impegno... però ha continuato a scherzare.
Per esempio sul suo torcicollo da violinista. O sul fatto che il 24esimo Capriccio di Paganini fosse "hard".
Certo è che se lo ha ingaggiato la Deutsche Grammophon, e migliora, può diventare famoso.
Gigioneggiare? ricordava John Wayne in A quiet Man.
Non prendersi troppo sul serio è utile, nel mestiere di violinista; basta che non sia una posa. A quel punto diventerebbe un ostacolo; non mi pare il tipo, però. Rivedibile.