Da sempre penso che il nostro paese avrebbe bisogno di essere governato decentemente.
Da altrettanto tempo penso, come abitante di una regione rossa, che la conservazione retrograda e reazionaria dell'esistente e il moralismo di facciata, perfetto per nascondere interessi privati in atti pubblici, il conformismo dell'anticonformismo, l'omologazione sloganistica e acritica del pensiero, l'occupazione sistematica del pubblico impiego con amici sodali e clientes che votano siano prerogative da abbattere a tutti i costi per migliorare il mio paese.
Da sempre non posso soffrire questo sindacato, che tutela solo i pubblici dipendenti e che come scopi ha solo quello di prendere la grassa quota mensile di iscrizione e favorire le attività parastatali che gli rendono denaro (CAF, co-gestione aziende pubbliche e non, favorire l'iscrizione a fondi del sindacato succhia TFR come per esempio il COMETA etc.); messo alla prova anche di recente ( l'azienda nella quale lavoro ha crisi di efficenza dovuta anche a sacche di nullafacenti sindacalizzati intoccabili) ha dimostrato proprio solo questo: si comporta da partito politico, senza nemmeno presentare un bilancio o ancora di più rispettare lo Statuto dei Lavoratori, vedi alla voce Articolo 18 tanto per chiarire.
Ecco perchè costoro, che da sempre si spacciano al volgo e l'inclita come i "veri progressisti" secondo me sono invece i veri "regressisti", figli di una cultura sconfitta dalla storia.
Come gli ex-comunisti che si dicono "liberali", mentono sapendo di mentire e non possono affatto definirsi tali senza cadere a mio parere nel ridicolo, ecco perchè la gente normale, di buon senso, non può non dirsi progressista; a questo folto gruppo attualmente stragrande maggioranza di questo paese mi iscrivo senza riserve, con l'unica condizione di escludere costoro dalla definizione di progressisti da ora in poi.
Detto ciò, ieri ho visto applicata da questi rappresentanti dei lavoratori la famosa vecchia barzelletta del marito che per fare un dispetto alla moglie si tagliò le parti nobili, con il consenso dei rappresentati, ovviamente.
Bell'affare.
E ho avuto la conferma che i veri progressisti non sono quelli che si spacciano per tali.
Qui di seguito riporto l'articolo di oggi di Mario Giordano che spiega esattamente come stanno le cose. Da incorniciare per i posteri, a futura memoria.
"Dopo aver cercato per anni di far fallire l'Italia, sono riusciti a far fallire l'Alitalia. È già un buon risultato di cui ringraziare sentitamente i sindacati. Se c'era bisogno di un'ultima prova, ecco, l'abbiamo avuta: sono loro il grande male del nostro Paese. E se non ci libereremo al più presto di questo strangolamento corporativo, di questa casta di mandarini protetti e garantiti, di questi califfi pasciuti a suon di contratti e ricatti, altro che prendere il volo: anche il Paese resterà a terra come gli Airbus della compagnia di bandiera.
Non so perché la Cgil, l'Up, l'Anpac e gli altri abbiano fatto questa bizzarra scelta: «muoia Sansone con tutti i Filistei». Gusto dell'orrido? Germi di follia? Antiberlusconismo ottuso all'ennesima potenza? Troverete nelle nostre pagine tutte le interpretazioni e le possibili dietrologie. Qui non voglio perdere tempo a esaminare razionalmente il frutto di una follia. Sarebbe come cercare di interpretare quel tale che al manicomio, credendosi Muzio Scevola, voleva farsi tagliare il braccio sinistro. Perché?, gli chiesero. E lui: «Così non mi brucerò la mano».
I sindacati hanno tirato la corda fino all'ultimo, rilanciando sul filo di lana, come avevano già fatto con Air France. La stessa tecnica kamikaze, la stessa aspirazione suicida. Lo stesso risultato: è scappata Air France, è scappata anche la cordata di Colaninno. La differenza è che ora non c'è più nulla da fare. Alitalia, dopo 61 anni di più o meno onorato servizio, chiude i battenti. È fallita. Uccisa. Morta ammazzata. Gli aerei resteranno a terra. I lavoratori a spasso. I resti dell'azienda diventeranno cibo per corvi. Eppure i becchini dell'aquila selvaggia fanno festa. Girotondo intorno al cadavere.
L'avete vista la foto in prima pagina? Alitalia fa crac e l'hostess ride. Che strano: pensavamo fosse un altro il crac che dà alla testa. Invece guardatela è proprio felice: sprizza allegria da tutto il tailleur. Ma sicuro signorina, c'è proprio da gioire, no? E per continuare la festa che facciamo? Chiudiamo anche due negozi? Tre imprese artigiane? Mandiamo sul lastrico qualche centinaio di operai? Ma sì, dai: sai le risate che ci si fa, con un paio di fallimenti.
Del resto da giorni i furbetti dell'hangarino occupano strade e aeroporti mostrando corde e cappi (la Cai sarebbe il boia?) e slogan del genere: «Meglio falliti che in mano ai banditi». Banditi? Colaninno? Benetton? La Marcegaglia? Il meglio dell'imprenditoria italiana? Quelli che mettono mano al portafoglio e fanno una proposta, assumendosi il rischio in proprio? Davvero sono loro i banditi? O i banditi sono quelli che hanno occupato per anni l'Alitalia, che hanno comandato, dettato regole, posto veti e provocato questo letame, che ha concimato soltanto i loro privilegi?
La risposta è evidente. E per questo l'Alitalia diventa da oggi il segno, il simbolo, la dimostrazione (più morente che vivente, purtroppo) che un Paese in mano allo strapotere dei sindacati non ha futuro. Un Paese in mano allo strapotere dei sindacati muore. L'Alitalia è sempre stato, fino all'ultimo, il posto dove le sigle (tante, troppe) dei lavoratori facevano il bello e il cattivo tempo. Il cattivo (per gli altri) e il bello (per loro). Non a caso, mentre la compagnia di bandiera scendeva nelle classifiche internazionali, mentre il tasso di efficienza di ogni dipendente si riduceva alla metà di quello della Lufthansa, i mandarini della carlinga vedevano crescere i loro privilegi incredibili, compresi l'indennità «per assenza del lettino» e il riconoscimento come orario di lavoro anche della pennica domestica. Il terzo comma dell'articolo 2 del regolamento, quello che disciplina, il «giorno singolo libero dal servizio» è arrivato perfino a stabilire che il giorno libero, per i piloti, dura 33 ore. Proprio così: 7 più di tutti gli altri cristiani.
Ora, voi capite: a questi viziati fra le nuvole, a questi signorotti della cloche, vassalli della regalia aeronautica, che guadagnano come ridere 158mila euro l'anno (più varie ed eventuali) e che hanno avuto la forza di modificare la durata del giorno da 24 a 33 ore, a loro, che cosa importa del fallimento dell'Alitalia? Prenderanno un po' di cassa integrazione e avranno la giornata libera per smarchettare di nascosto, voli privati o servizi all'estero. È per questo che ridono, che sono contenti. Il prezzo delle loro risate, come al solito, lo pagano i più deboli: i lavoratori meno garantiti, innanzitutto. E il Paese, subito dopo.
È per questo che da sempre i sindacati hanno fatto fallire ogni tentativo di salvataggio dell'Alitalia. Forse vale la pena di ricordare: non è solo la questione delle ultime ore, degli ultimi mesi. È da anni che si mettono di mezzo, ogni volta che c'è un acquirente: anziché accendere un cero e sperare che finalmente arrivi qualcuno a riparare le loro malefatte, questi bonzi troppo satolli hanno sempre trovato un motivo per contestare, una clausola da inserire, un paletto da piantare. Alla fine tutti i compratori se la sono data a gambe levate.
Sono i professionisti dello sfascio, i principi dell'autolesionismo, i gran visir della catastrofe. I sindacati non rappresentano più i lavoratori, non rappresentano più il lavoro. Ma ottengono ancora un potere di interdizione enorme: qualcuno mi sa spiegare perché in Italia hanno diritto di veto su ogni piano industriale? Qualcuno mi sa spiegare perché hanno voce in capitolo su ogni riforma sociale? Il rischio è lo stallo, loro non desiderano altro: le inefficienze garantiscono le rendite di posizione. Così i sindacati si oppongono al rinnovamento della pubblica amministrazione, non vogliono il cambiamento della scuola, protestano contro il salvataggio delle Ferrovie. Da anni bloccano l'introduzione del macchinista unico sui treni, da anni bloccano la quotazione di Fincantieri, da anni bloccano il mercato del lavoro e la crescita dei contratti aziendali. Sono arrivati perfino a boicottare e a contestare le imprese (come Fiat e Della Valle) che aumentavano gli stipendi ai dipendenti. Tanto ai sindacalisti, ricchi di un patrimonio incontrollabile, che importa del salario di chi lavora? Non hanno mai tutelato le buste paga, hanno sempre preferito tutelare il loro potere. E così sono diventati i signori del No: no allo sviluppo, no al futuro, no, soprattutto, al buon senso. Sono rimasti fermi al Medioevo economico e vorrebbero portarci al seguito. A meno che, per una volta, non siamo noi a dire «no» a loro. Per salvare l'Alitalia ormai è tardi, per salvare l'Italia ancora no.
Mario Giordano "
venerdì 19 settembre 2008
venerdì 12 settembre 2008
Liberare il bambino e il geek che è in noi
Prendo a piene mani dal blog di Paolo Attivissimo ( un modello per tutti, e approfito di questa occasione per ringraziarlo pubblicamente soprattutto per l'opera di verità che compie come cacciatore di bufale e sbertucciatore di complottisti vari) una chicca memorabile.
Have a nice day!
Ah, non provateci nel vostro ufficio, salvo che non abbiate ottimi rapporti con l'ufficio cancelleria ...
EepyBird's Sticky Note experiment from Eepybird on Vimeo.
Have a nice day!

Ah, non provateci nel vostro ufficio, salvo che non abbiate ottimi rapporti con l'ufficio cancelleria ...
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giovedì 11 settembre 2008
We Will Never Forget
"We Will Never Forget"
Preferisco ricordare così i 2600 innocenti uccisi 7 anni or sono con le immagini di come era New York prima del 2001.

Il tramonto e come erano le Twin Towers viste dalla Statua della Libertà.

We Will Never Forget.
Preferisco ricordare così i 2600 innocenti uccisi 7 anni or sono con le immagini di come era New York prima del 2001.

Il tramonto e come erano le Twin Towers viste dalla Statua della Libertà.

We Will Never Forget.
giovedì 4 settembre 2008
Il discorso di Sarah Palin alla Convenzione dei repubblicani
Ecco una (mia) traduzione del discorso di Sarah Palin alla convention. Visto che nessuno in Italia si è preso la briga di sapere esattamente che ha detto, e nel paese del gossip questo non mi meraviglia, me la sono presa io.
Molto interessante. MI scuso in anticipo per errori e omissioni.
Ah, dimenticavo: ho come l'idea che per Obama cominci un periodo difficile....
Ecco il discorso (post lungo)
"Il discorso di Sarah Palin alla Convenzione dei repubblicani
Signor Presidente, i delegati, e concittadini: Io sono onorata di essere stata scelta per la nomina di Vice Presidente degli Stati Uniti ...
Accetto l'invito ad aiutare il nostro presidente designato per servire e difendere l'America.
Io accetto la sfida di una dura lotta in queste elezioni contro avversari sicuri di vincere in un ora cruciale per il nostro paese.
E accetto il privilegio di servire la nazione con un uomo che ha superato le missioni più difficili e incontrato gravi sfide e sa come vincerle, il prossimo presidente degli Stati Uniti, John S. McCain.
E' stato solo un anno fa, quando tutti gli esperti di Washington escluso il nostro candidato dalla possibilità di vincere le primarie,egli ha rifiutato di rinunciare al suo impegno per la sicurezza del paese che egli ama.
Con la loro solita certezza ci han detto che tutto era perduto, che non vi era alcuna speranza per il candidato che ha detto che avrebbe piuttosto perdo le elezioni piuttosto che vedere il suo paese perdere una guerra.
Ma i sondaggisti e i sapientoni hanno trascurato solo una fatto, quando lo hanno escluso dalla corsa: essi hanno trascurato la statura dell'uomo, la determinazione, risolutezza, coraggio e purezza di intenti del senatore John McCain. Gli elettori sono più avveduti. E forse questo è il motivo per il quale hanno compreso che c'è un tempo per la politica e uno per la leadership, un tempo per la campagna elettorale e il tempo di mettere il nostro paese innanzi a tutto.
Il nostro candidato presidente è un coraggioso, e persone come lui che sono difficili da trovare.
E 'un uomo che ha indossato l'uniforme di questo paese per 22 anni, e ha continuato ad aver fiducia nelle truppe in Iraq che proprio ora hanno la vittoria a portata di mano.
E come madre di uno di quei soldati, dico che è esattamente il tipo di uomo che voglio come comandante in capo; sono solo una delle numerose mamme che dirà ogni notte una preghiera in più per i nostri figli e figlie in procinto di cominciare un impegno così gravoso.
Nostro figlio Track ha 19 anni.
E fra una settimana da domani, l'11 settembre, andrà in Iraq con l'esercito a servizio del suo paese.
Anche mio nipote Kasey si è arruolato e presta servizio su una portaerei nel Golfo Persico.
La mia famiglia è orgogliosa di tutti loro e di tutti i bravi ragazzi e ragazze che prestano servizio in uniforme per il loro paese. Track è il maggiore dei nostri cinque figli; ci sono due ragazzi e tre ragazze in mezzo, la mia gentile e forte figlia Bristol, Willow e Piper. E nel mese di aprile di quest'anno io e mio marito Todd abbiamo accolto a braccia aperte il più piccolo, un meraviglioso bambino di nome Trig. Vista dall'interno, nessuna famiglia può sembrare più tipica di questa.
Noi siamo così. La nostra famiglia ha gli stessi alti e bassi di qualsiasi altra, le stesse sfide e le stesse gioie. A volte anche le più grandi gioie contengono sfide, e bimbi con necessità particolari necessitano di un amore particolare. Per le famiglie che hanno bambini con esigenze speciali, ho un messaggio: per anni, avete cercato di rendere l'America più accogliente per i vostri figli e le figlie.
Mi impegno con voi nell'affermare che, se saremo eletti, avrete amicizia e sostegno dalla Casa Bianca.
Todd è di suo una storia tutta particolare.
Nella vita è un pescatore; operaio nei campi petroliferi della Alaska's North Slope, orgoglioso membro del sidacato United Steel Workers' Union... e campione del mondo di motoslitte.
Aggiungete le sue ascendenze Yup'ik (Esquimesi, NdA) e il pacchetto è completo.
Ci siamo incontrati alle superiori, e due decenni e cinque figli più tardi è ancora il mio uomo.
Mia madre e mio padre hanno lavorato insieme nella scuola elementare nel nostro piccolo paese.
E tra le tante cose che io devo loro c'è questa semplice lezione: che questa è l'America e ogni donna usufruire di tutte le opportunità.
I miei genitori sono qui questa sera, e sono così orgoglioso di essere la figlia di Chuck e Sally Heath. Molto tempo fa, un giovane agricoltore del Missouri percorse la strada fino alla Vice Presidenza. Uno scrittore osservò: "Noi alleviamo persone rette nella nostra piccola città, con onestà, sincerità e dignità." Il genere di persone che lo scrittore aveva in mente quando ha lodato Harry Truman.
Sono cresciuta con queste persone.
Sono loro che fanno alcuni dei lavori più duri in America, che coltivano il nostro cibo, fanno funzionare le nostre fabbriche, e combattono le nostre guerre. Che amano il loro paese, nella buona e nella cattiva sorte, e sono sempre orgogliosi dell'America. Ho avuto il privilegio di vivere la maggior parte della mia vita in una piccola città.
Sono solo una hockey mom, e ho firmato per la PTA perché volevo migliorare la scuola pubblica per i miei bambini
Quando ero in corsa per la carica di sindaco del mio comune, non ho avuto bisogno di focus group e profili degli elettori perché conoscevo queglielettori e le loro famiglie.
Prima di diventare governatore del grande stato dell'Alaska, sono stata il sindaco della mia città natale.
E poiché i nostri avversari in questo elezioni presidenziali sembrano guardare a quella esperienza, permettetemi di spiegare loro ciò che comporta quel tipo di lavoro.
Immaginiamo che il sindaco di una piccola città sia come una specie di "community organizer", con la differenza che avete grandi responsabilità. Potrei aggiungere che in una piccola città noi non sappiamo che farcene di un candidato che asseconda ogni richiesta della gente che lo sta ascoltando per poi affermare con sufficienza, uando non lo sentono, come loro si aggrappano alla religione e alle armi.
Noi preferiamo candidati che non parlino di noi in un modo quando sono a Scranto e in un altro quando sono a San Francisco.
Per quanto riguarda il mio collega, si può essere certi che dovunque va, e chiunque sia in ascolto, John McCain è lo stesso uomo. Io non sono un membro dell'establishment politico. E ho imparato in fretta, questi ultimi giorni, che se non sei un membro della élite di Washington alcuni mezzi di informazione ti considerano un candidato non qualificato, solo per questo motivo.
Ora, ecco un po 'di notizie per tutti i giornalisti e commentatori: non sto andando a Washington per chiedere il loro consenso, io vado a Washington per servire il popolo di questo paese. Gli americani si aspettano da noi per andare a Washington per i giusti motivi e non solo per mescolarsi alla gente che conta.
La politica non è solo un gioco delle parti e dove si scontrano interessi concorrenti.
Il giusto motivo è sfidare lo status quo per servire il bene comune e di lasciare questa nazione meglio di come l'abbiamo trovata.
Nessuno si aspetta che noi si vada d'accordo su tutto ma ci si aspetta che noi si governi con integrità, la buona volontà, idee chiare e cuore sincero.Mi impegno con tutti gli americani che manterrò questo spirito come vice presidente degli Stati Uniti.
Questo è stato lo spirito che mi ha portato alla carica di governatore, quando ho affrontato la vecchia politica come di consueto in Juneau, quando mi sono alzata in piedi per contrastare interessi particolari, i lobbisti, le grandi compagnie petrolifere, la rete dei favoritismi a "bravi ragazzi". L'improvvisa e inarrestabile riforma del modo di essere non è proprio nelle corde degli interessi consolidati e dei detentori del potere; ecco perchè una vera riforma è così difficile da raggiungere, ma con il sostegno dei cittadini dell'Alaska, abbiamo cambiato le cose, e in breve tempo abbiamo rimesso la gestione del nostro Stato di nuovo dalla parte dei cittadini.
Cominciai il mandato promettendo importanti riforme etiche per porre fine alla cultura del particolarismo, e oggi quelle riforme sono leggi dello stato.
Mentre ero in carica, mi sono liberata di un po' di cose dell'ufficio del Governatore che non pensavo i nostri cittadini dovessero pagare.
Il jet di lusso era esagerato; l'ho messo su eBay.
Anch'io mi sono messa al lavoro: ho pensato che potevamo andare avanti anche senza la cuoca personale del governatore, anche se devo ammettere che spesso i miei bambini mi han detto che lei a loro mancava.
Sono entrata in carica promettendo di controllare le spese, chiedendo se possibile, ponendo veti ove necessario.
Il Senatore McCain ha promesso di utilizzare il potere di veto in difesa dell'interesse pubblico e come direttore generale, posso assicurarvi che funziona. Il nostro bilancio statale è sotto controllo; abbiamo un surplus. Di conseguenza, ho aiutato i contribuenti evitando spese inutili, circa mezzo miliardo di dollari solo in veti.
Ho eliminato la tassazione statale sul carburante e mi sono battuta per eliminare gli sprechi e i superamenti dei limiti di spesa da parte del Congresso.
Ho risposto al Congresso a proposito del Bridge to Nowhere ("ponte verso il nulla", NdA): "Grazie, no." Se il nostro stato avesse voluto un ponte, ce lo saremmo fatto da soli. Quando il prezzo del petrolio del gas sono saliti a dismisura, e riempito le casse della tesoreria dello Stato di tasse, ho inviato una notevole quota di quelle entrate a chi apparteneva, direttamente al popolo dell'Alaska. E nonostante la forte opposizione dei lobbyisti delle compagnie petrolifere, ai quali sarebbe piaciuto lasciassimo le cose come erano,abbiamo infranto il loro monopolio sul potere e sulle risorse naturali. Come governatore, ho insistito sulla concorrenza e la correttezza di base per porre fine al loro controllo del nostro Stato per restituirlo al controllo del popolo; ho combattuto per realizzare la più grande infrastruttura del settore privato della storia del nord America, e quando abbiamo raggiunto l'obiettivo è iniziata la costruzione della pipeline del costo di 40 miliardi di dollari, allo scopo di portare l'America all'indipendenza energetica. Questo gasdotto quando sarà terminato e le valvole saranno aperte porterà l'America un passo avanti per liberarsi dalla dipendenza di potenze straniere che non hanno i nostri interessi a cuore.
La posta in gioco per il nostro Paese non poteva essere superiore.
Quando un uragano colpisce il Golfo del Messico, questo paese non dovrebbe essere così dipendente dalle importazioni di petrolio al punto di essere costretto ad attingere alle Strategic Petroleum Reserve.
E le famiglie non dovrebbero buttare via ulteriori soldi in gas naturale e olio da riscaldamento. Con la Russia che desidera il controllo di un gasdotto di vitale importanza nel Caucaso, divide e intimidisce i nostri alleati europei utilizzando l'energia come arma, non si può lasciare a noi stessi alla mercè di fornitori stranieri.
Per affrontare la minaccia dell'Iran potrebbe cercare di tagliare quasi un quinto delle risorse energetiche del mondo, o che i terroristi potrebbero colpire di nuovo presso la struttura di Abqaiq in Arabia Saudita, o che il Venezuela potrebbe interrompere le sue consegne di petrolio, noi Americani abbiamo bisogno di produrre da noi stessi petrolio e di gas.
E prenderli da una ragazza che conosce le North Slope of Alaska: ne abbiamo abbastanza di entrambi.
I nostri avversari dicono insistentemente che la trivellazione di pozzi non risolverà tutti i problemi energetici dell'America, come se noi tutti non lo sapessimo già; ma il fatto che la perforazione non risolverà ogni problema non è un uon motivo per non fare nulla del tutto.
A partire da Gennaio l'amministrazione McCain-Palin definirà più gasdotti, costruirà nuoti impianti di energie rinnovabili, creerà posti di lavoro in centrali a carbone pulito, spingerà su energia solare, vento, geotermica e altri fonti alternative. Abbiamo bisogno di fonti di energia americane, prodotte dall'ingegno americano e prodotte da lavoratori americani: in questo ho notato una consonanza con i nostri avversari, forse lo avete notato anche voi.
Noi tutti abbiamo ascoltato i loro drammatici discorsi verso i loro fedeli sostenitori, ma non vi è molto da ammirare nei nostri avversari.
Ascoltarlo mentre parla (Obama, NdA.), ti fa facilmente dimenticare che quest'uomo è un autore di ben due autobiografie ma di nemmeno una legge o riforma qualsiasi, neanche nel suo stato dove è stato eletto senatore.
Quest'uomo può tranquillamente fare un intero duscorso sulle guerre che l'Ameica sta combattendo senza usare mai la parola "vittoria" tranne che quando si parli della sua campagna elettorale.
Ma quando la nebbia della retorica è stata superata, quando il ruggito della folla si spegne, quando le luci dello stadio si spengono e le colonne greche fatte di polistirolo sono state accantonate in qualche magazzino, cosa resta esattamente dei progetti del nostro avversario? Cosa vuole effettivamente realizzare dopo aver fatto salire le acque e guarito il pianeta? La risposta è aumentare la dimensione della struttura del Governo, aumentare le tasse a voi, darvi più ordini da Washington e ridurre la forza dell'America in un mondo molto pericoloso.
L'America ha bisogno di più energia, il nostro avversario è contro l'idea di produrla.
La Vittoria in Iraq è finalmente a portata di mane, e lui vuole dare forfait.
Gli stati terroristi stanno di procurarsi nuove armi di distruzione senza indugi, e lui vuole incontrarli senza precondizioni.
I terroristi di Al Qaeda ancora tramano per infliggere danni catastrofici all'America e lui teme che qualcuno non legga loro i diritti.
Il Governo centrale è troppo grande, e lui vuole farlo crescere ancora.
Il Congresso spende troppi soldi, e lui ne ha promessi ancora di più.
Le tasse sono troppo alte e lui vuole aumentarle; l'incremento delle tasse è la punta di diamante del suo progetto economico, e permettetemi di entrare nel dettaglio.
Il candidato Democratico alla poltrona di Presidente sostiene progetti di aumento della tassazione, l'aumento della tassazione sui salari, aumentare le imposte sul reddito, aumentare la tassa di successione, aumentare le tasse sulle transazioni di borsa e aumentare il carico fiscale sui cittadini americani
di centinaia di miliardi di dollari. Mia sorella Heather e suo marito hanno appena costruito una stazione di servizio, come milioni di altre persone che dirigono piccole imprese commerciali. Come possono farcela se le tasse crescono? O forse queste persone stanno cercando di mantenere il proprio lavoro in uno stabilimento in Michigan o in Ohio, o creare posti di lavoro in stabilimenti a carbone pulito in
Pennsylvania o West Virginia, o tirare avanti una piccola fattoria per una famiglia proprio qui in Minnesota.
Come pensi di poter vivere meglio se il nostro avversario ti aggiungesse una massiccia pressione fiscale? Ecco come io credo debba essere fatta la scelta degli Americani per queste elezioni.
In politica, ci sono alcuno candidati che usano il "cambiamento" per far avanzare le loro carriere. E poi ci sono quelli, come John McCain, che utilizzano la loro carriera per promuovere il cambiamento. Sono quelli il cui nome compare su leggi e riforme di riferimento, non solo nei pulsanti e nei banners, o su auto-progettati sigilli presidenziali.Tra politici c'è l'idealismo degli scrittori di discorsi altisonanti, nei quali le folle sono irretite a sostenere grandi cose
E c'è l'idealismo di quei leaders, come John McCain, che attualmente fa grandi cose. Loro sono bravi solo a parlare, gli altri sono quelli che sono sempre stati capaci di servire e difendere l'America in ogni occasione.
L'attuale elenco di leggi e riforme realizzate dal Senatore McCain spiega perchè tanti interessi speciali, lobbhyisti e presidenti di commissione del Congresso hanno così strenuamente combattuto la prospettiva di una presidenza McCain dalla prima elezione del 2000 ad oggi.
Il nostro candidato non fa parte dell'establishemnt politico di Washington; è un uomo che è qui per servire il suo paese, non il suo partito. E' un leader non alla ricerca di uno scontro, ma che non si spaventa nel caso. Harry Reid, attualmente leader della maggioranza degli attuali sfaticati del Senato, non molto tempo fa riassumeva così i suoi sentimenti sul nostro candidato alla presidenza: citazione "Non posso sopportare John McCain". Signore e signori, forse questa è la migliore dimostrazione del fatto che noi abbiamo scelto l'uomo giusto. E' chiaro che il pensiero del leader della maggioranza è i pensiero della maggioranza ed è per questa ulteriore ragione che noi dobbiamo prendere il "maverick" del Senato John McCain e portarlo fino alla Casa Bianca.
Miei cari concittadini, la Presidenza degli Stati Uniti non è posto per un viaggio "alla ricerca di se stessi" (cfr. Obama NdA); questo è un mondo pieno di minacce e pericoli, non è una comunità di persone e non ha bisogno di un organizzatore. E anche se entrambi, il Senatore Obama e il Senatore Biden hanno di recente affermato che, cito, "stiamo combattendo per voi", lasciate che vi mostri come stanno le cose direttamente.
C'è un solo uomo in queste elezioni che ha realmente combattuto per voi, in posti dove vincere significa sopravvivere e perdere sigifica morire, e quest'uomo è John McCain. Nei nostri giorni, alcuni politici hanno velocemente e facilmente raccontato storie di problemi ed avversità subite che non hanno nulla di paragonabile al mondo da incubo nel quale quest'uomo, e altri altrettanto valorosi, hanno servito e sofferto per il loro paese.
Lunga è stata la strada percorsa dalla paura, il dolore e lo squallore della detenzione in una cella di sei piedi per quattro ad Hanoi, per arrivare allo Studio Ovale; se il senatore McCain verrà eletto, quello è il viaggio che avrà compiuto. E' il viaggio compiuto da un uomo retto e con senso dell'onore, il tipo di uomo il cui nome trovereste nei mausolei in memoria di eroi e caduti in guerra che si trovano in tutte le piccole città di questo paese, solo che lui è ritornato a casa.
Per l'incarico più importante del pianeta, egli aggiungerà la compassione che deriva dall'essere un tempo impotente, la saggezza che giunge anche ai prigioneri, dalla grazia di Dio; la particolare fiducia di coloro che hanno visto il male e visto come batterlo. Un suo compagno di prigionia, Tom Moe di Lancaster, Ohio, ricorda come tutti i giorni, sbirciando da un foro nella sua cella, vedesse le guardie trascinare il tenente comandante John McCain per il corridoio. Racconta che quando McCain passava di nuovo davanti alla cella di Moe facesse un sorriso e alzasse il pollice. "Noi riuscivamo a tirare avanti per questo". Miei cari concittadini, questo è il tipo di uomo del quale l'America ha bisogno per iprossimi quattro anni.
Per una stagione, una persona le cui parole seducono può attrarre e ispirare; per tutta la vita, John McCain ha ispirato con le sue opere.
Se la personalità è la misura in queste elezioni, e la speranza sia il tema, e il cambiamento è l'obiettivo che ci prefiggiamo allora io vi chiedo di unirvi alla nostra causa.
Aderite alla nostra causa e aiutate l'America ad eleggere un grande uomo come il prossimo Presidente degli Stati Uniti.
Grazie a tutti, e che Dio benedica l'America."
Molto interessante. MI scuso in anticipo per errori e omissioni.
Ah, dimenticavo: ho come l'idea che per Obama cominci un periodo difficile....
Ecco il discorso (post lungo)
"Il discorso di Sarah Palin alla Convenzione dei repubblicani
Signor Presidente, i delegati, e concittadini: Io sono onorata di essere stata scelta per la nomina di Vice Presidente degli Stati Uniti ...
Accetto l'invito ad aiutare il nostro presidente designato per servire e difendere l'America.
Io accetto la sfida di una dura lotta in queste elezioni contro avversari sicuri di vincere in un ora cruciale per il nostro paese.
E accetto il privilegio di servire la nazione con un uomo che ha superato le missioni più difficili e incontrato gravi sfide e sa come vincerle, il prossimo presidente degli Stati Uniti, John S. McCain.
E' stato solo un anno fa, quando tutti gli esperti di Washington escluso il nostro candidato dalla possibilità di vincere le primarie,egli ha rifiutato di rinunciare al suo impegno per la sicurezza del paese che egli ama.
Con la loro solita certezza ci han detto che tutto era perduto, che non vi era alcuna speranza per il candidato che ha detto che avrebbe piuttosto perdo le elezioni piuttosto che vedere il suo paese perdere una guerra.
Ma i sondaggisti e i sapientoni hanno trascurato solo una fatto, quando lo hanno escluso dalla corsa: essi hanno trascurato la statura dell'uomo, la determinazione, risolutezza, coraggio e purezza di intenti del senatore John McCain. Gli elettori sono più avveduti. E forse questo è il motivo per il quale hanno compreso che c'è un tempo per la politica e uno per la leadership, un tempo per la campagna elettorale e il tempo di mettere il nostro paese innanzi a tutto.
Il nostro candidato presidente è un coraggioso, e persone come lui che sono difficili da trovare.
E 'un uomo che ha indossato l'uniforme di questo paese per 22 anni, e ha continuato ad aver fiducia nelle truppe in Iraq che proprio ora hanno la vittoria a portata di mano.
E come madre di uno di quei soldati, dico che è esattamente il tipo di uomo che voglio come comandante in capo; sono solo una delle numerose mamme che dirà ogni notte una preghiera in più per i nostri figli e figlie in procinto di cominciare un impegno così gravoso.
Nostro figlio Track ha 19 anni.
E fra una settimana da domani, l'11 settembre, andrà in Iraq con l'esercito a servizio del suo paese.
Anche mio nipote Kasey si è arruolato e presta servizio su una portaerei nel Golfo Persico.
La mia famiglia è orgogliosa di tutti loro e di tutti i bravi ragazzi e ragazze che prestano servizio in uniforme per il loro paese. Track è il maggiore dei nostri cinque figli; ci sono due ragazzi e tre ragazze in mezzo, la mia gentile e forte figlia Bristol, Willow e Piper. E nel mese di aprile di quest'anno io e mio marito Todd abbiamo accolto a braccia aperte il più piccolo, un meraviglioso bambino di nome Trig. Vista dall'interno, nessuna famiglia può sembrare più tipica di questa.
Noi siamo così. La nostra famiglia ha gli stessi alti e bassi di qualsiasi altra, le stesse sfide e le stesse gioie. A volte anche le più grandi gioie contengono sfide, e bimbi con necessità particolari necessitano di un amore particolare. Per le famiglie che hanno bambini con esigenze speciali, ho un messaggio: per anni, avete cercato di rendere l'America più accogliente per i vostri figli e le figlie.
Mi impegno con voi nell'affermare che, se saremo eletti, avrete amicizia e sostegno dalla Casa Bianca.
Todd è di suo una storia tutta particolare.
Nella vita è un pescatore; operaio nei campi petroliferi della Alaska's North Slope, orgoglioso membro del sidacato United Steel Workers' Union... e campione del mondo di motoslitte.
Aggiungete le sue ascendenze Yup'ik (Esquimesi, NdA) e il pacchetto è completo.
Ci siamo incontrati alle superiori, e due decenni e cinque figli più tardi è ancora il mio uomo.
Mia madre e mio padre hanno lavorato insieme nella scuola elementare nel nostro piccolo paese.
E tra le tante cose che io devo loro c'è questa semplice lezione: che questa è l'America e ogni donna usufruire di tutte le opportunità.
I miei genitori sono qui questa sera, e sono così orgoglioso di essere la figlia di Chuck e Sally Heath. Molto tempo fa, un giovane agricoltore del Missouri percorse la strada fino alla Vice Presidenza. Uno scrittore osservò: "Noi alleviamo persone rette nella nostra piccola città, con onestà, sincerità e dignità." Il genere di persone che lo scrittore aveva in mente quando ha lodato Harry Truman.
Sono cresciuta con queste persone.
Sono loro che fanno alcuni dei lavori più duri in America, che coltivano il nostro cibo, fanno funzionare le nostre fabbriche, e combattono le nostre guerre. Che amano il loro paese, nella buona e nella cattiva sorte, e sono sempre orgogliosi dell'America. Ho avuto il privilegio di vivere la maggior parte della mia vita in una piccola città.
Sono solo una hockey mom, e ho firmato per la PTA perché volevo migliorare la scuola pubblica per i miei bambini
Quando ero in corsa per la carica di sindaco del mio comune, non ho avuto bisogno di focus group e profili degli elettori perché conoscevo queglielettori e le loro famiglie.
Prima di diventare governatore del grande stato dell'Alaska, sono stata il sindaco della mia città natale.
E poiché i nostri avversari in questo elezioni presidenziali sembrano guardare a quella esperienza, permettetemi di spiegare loro ciò che comporta quel tipo di lavoro.
Immaginiamo che il sindaco di una piccola città sia come una specie di "community organizer", con la differenza che avete grandi responsabilità. Potrei aggiungere che in una piccola città noi non sappiamo che farcene di un candidato che asseconda ogni richiesta della gente che lo sta ascoltando per poi affermare con sufficienza, uando non lo sentono, come loro si aggrappano alla religione e alle armi.
Noi preferiamo candidati che non parlino di noi in un modo quando sono a Scranto e in un altro quando sono a San Francisco.
Per quanto riguarda il mio collega, si può essere certi che dovunque va, e chiunque sia in ascolto, John McCain è lo stesso uomo. Io non sono un membro dell'establishment politico. E ho imparato in fretta, questi ultimi giorni, che se non sei un membro della élite di Washington alcuni mezzi di informazione ti considerano un candidato non qualificato, solo per questo motivo.
Ora, ecco un po 'di notizie per tutti i giornalisti e commentatori: non sto andando a Washington per chiedere il loro consenso, io vado a Washington per servire il popolo di questo paese. Gli americani si aspettano da noi per andare a Washington per i giusti motivi e non solo per mescolarsi alla gente che conta.
La politica non è solo un gioco delle parti e dove si scontrano interessi concorrenti.
Il giusto motivo è sfidare lo status quo per servire il bene comune e di lasciare questa nazione meglio di come l'abbiamo trovata.
Nessuno si aspetta che noi si vada d'accordo su tutto ma ci si aspetta che noi si governi con integrità, la buona volontà, idee chiare e cuore sincero.Mi impegno con tutti gli americani che manterrò questo spirito come vice presidente degli Stati Uniti.
Questo è stato lo spirito che mi ha portato alla carica di governatore, quando ho affrontato la vecchia politica come di consueto in Juneau, quando mi sono alzata in piedi per contrastare interessi particolari, i lobbisti, le grandi compagnie petrolifere, la rete dei favoritismi a "bravi ragazzi". L'improvvisa e inarrestabile riforma del modo di essere non è proprio nelle corde degli interessi consolidati e dei detentori del potere; ecco perchè una vera riforma è così difficile da raggiungere, ma con il sostegno dei cittadini dell'Alaska, abbiamo cambiato le cose, e in breve tempo abbiamo rimesso la gestione del nostro Stato di nuovo dalla parte dei cittadini.
Cominciai il mandato promettendo importanti riforme etiche per porre fine alla cultura del particolarismo, e oggi quelle riforme sono leggi dello stato.
Mentre ero in carica, mi sono liberata di un po' di cose dell'ufficio del Governatore che non pensavo i nostri cittadini dovessero pagare.
Il jet di lusso era esagerato; l'ho messo su eBay.
Anch'io mi sono messa al lavoro: ho pensato che potevamo andare avanti anche senza la cuoca personale del governatore, anche se devo ammettere che spesso i miei bambini mi han detto che lei a loro mancava.
Sono entrata in carica promettendo di controllare le spese, chiedendo se possibile, ponendo veti ove necessario.
Il Senatore McCain ha promesso di utilizzare il potere di veto in difesa dell'interesse pubblico e come direttore generale, posso assicurarvi che funziona. Il nostro bilancio statale è sotto controllo; abbiamo un surplus. Di conseguenza, ho aiutato i contribuenti evitando spese inutili, circa mezzo miliardo di dollari solo in veti.
Ho eliminato la tassazione statale sul carburante e mi sono battuta per eliminare gli sprechi e i superamenti dei limiti di spesa da parte del Congresso.
Ho risposto al Congresso a proposito del Bridge to Nowhere ("ponte verso il nulla", NdA): "Grazie, no." Se il nostro stato avesse voluto un ponte, ce lo saremmo fatto da soli. Quando il prezzo del petrolio del gas sono saliti a dismisura, e riempito le casse della tesoreria dello Stato di tasse, ho inviato una notevole quota di quelle entrate a chi apparteneva, direttamente al popolo dell'Alaska. E nonostante la forte opposizione dei lobbyisti delle compagnie petrolifere, ai quali sarebbe piaciuto lasciassimo le cose come erano,abbiamo infranto il loro monopolio sul potere e sulle risorse naturali. Come governatore, ho insistito sulla concorrenza e la correttezza di base per porre fine al loro controllo del nostro Stato per restituirlo al controllo del popolo; ho combattuto per realizzare la più grande infrastruttura del settore privato della storia del nord America, e quando abbiamo raggiunto l'obiettivo è iniziata la costruzione della pipeline del costo di 40 miliardi di dollari, allo scopo di portare l'America all'indipendenza energetica. Questo gasdotto quando sarà terminato e le valvole saranno aperte porterà l'America un passo avanti per liberarsi dalla dipendenza di potenze straniere che non hanno i nostri interessi a cuore.
La posta in gioco per il nostro Paese non poteva essere superiore.
Quando un uragano colpisce il Golfo del Messico, questo paese non dovrebbe essere così dipendente dalle importazioni di petrolio al punto di essere costretto ad attingere alle Strategic Petroleum Reserve.
E le famiglie non dovrebbero buttare via ulteriori soldi in gas naturale e olio da riscaldamento. Con la Russia che desidera il controllo di un gasdotto di vitale importanza nel Caucaso, divide e intimidisce i nostri alleati europei utilizzando l'energia come arma, non si può lasciare a noi stessi alla mercè di fornitori stranieri.
Per affrontare la minaccia dell'Iran potrebbe cercare di tagliare quasi un quinto delle risorse energetiche del mondo, o che i terroristi potrebbero colpire di nuovo presso la struttura di Abqaiq in Arabia Saudita, o che il Venezuela potrebbe interrompere le sue consegne di petrolio, noi Americani abbiamo bisogno di produrre da noi stessi petrolio e di gas.
E prenderli da una ragazza che conosce le North Slope of Alaska: ne abbiamo abbastanza di entrambi.
I nostri avversari dicono insistentemente che la trivellazione di pozzi non risolverà tutti i problemi energetici dell'America, come se noi tutti non lo sapessimo già; ma il fatto che la perforazione non risolverà ogni problema non è un uon motivo per non fare nulla del tutto.
A partire da Gennaio l'amministrazione McCain-Palin definirà più gasdotti, costruirà nuoti impianti di energie rinnovabili, creerà posti di lavoro in centrali a carbone pulito, spingerà su energia solare, vento, geotermica e altri fonti alternative. Abbiamo bisogno di fonti di energia americane, prodotte dall'ingegno americano e prodotte da lavoratori americani: in questo ho notato una consonanza con i nostri avversari, forse lo avete notato anche voi.
Noi tutti abbiamo ascoltato i loro drammatici discorsi verso i loro fedeli sostenitori, ma non vi è molto da ammirare nei nostri avversari.
Ascoltarlo mentre parla (Obama, NdA.), ti fa facilmente dimenticare che quest'uomo è un autore di ben due autobiografie ma di nemmeno una legge o riforma qualsiasi, neanche nel suo stato dove è stato eletto senatore.
Quest'uomo può tranquillamente fare un intero duscorso sulle guerre che l'Ameica sta combattendo senza usare mai la parola "vittoria" tranne che quando si parli della sua campagna elettorale.
Ma quando la nebbia della retorica è stata superata, quando il ruggito della folla si spegne, quando le luci dello stadio si spengono e le colonne greche fatte di polistirolo sono state accantonate in qualche magazzino, cosa resta esattamente dei progetti del nostro avversario? Cosa vuole effettivamente realizzare dopo aver fatto salire le acque e guarito il pianeta? La risposta è aumentare la dimensione della struttura del Governo, aumentare le tasse a voi, darvi più ordini da Washington e ridurre la forza dell'America in un mondo molto pericoloso.
L'America ha bisogno di più energia, il nostro avversario è contro l'idea di produrla.
La Vittoria in Iraq è finalmente a portata di mane, e lui vuole dare forfait.
Gli stati terroristi stanno di procurarsi nuove armi di distruzione senza indugi, e lui vuole incontrarli senza precondizioni.
I terroristi di Al Qaeda ancora tramano per infliggere danni catastrofici all'America e lui teme che qualcuno non legga loro i diritti.
Il Governo centrale è troppo grande, e lui vuole farlo crescere ancora.
Il Congresso spende troppi soldi, e lui ne ha promessi ancora di più.
Le tasse sono troppo alte e lui vuole aumentarle; l'incremento delle tasse è la punta di diamante del suo progetto economico, e permettetemi di entrare nel dettaglio.
Il candidato Democratico alla poltrona di Presidente sostiene progetti di aumento della tassazione, l'aumento della tassazione sui salari, aumentare le imposte sul reddito, aumentare la tassa di successione, aumentare le tasse sulle transazioni di borsa e aumentare il carico fiscale sui cittadini americani
di centinaia di miliardi di dollari. Mia sorella Heather e suo marito hanno appena costruito una stazione di servizio, come milioni di altre persone che dirigono piccole imprese commerciali. Come possono farcela se le tasse crescono? O forse queste persone stanno cercando di mantenere il proprio lavoro in uno stabilimento in Michigan o in Ohio, o creare posti di lavoro in stabilimenti a carbone pulito in
Pennsylvania o West Virginia, o tirare avanti una piccola fattoria per una famiglia proprio qui in Minnesota.
Come pensi di poter vivere meglio se il nostro avversario ti aggiungesse una massiccia pressione fiscale? Ecco come io credo debba essere fatta la scelta degli Americani per queste elezioni.
In politica, ci sono alcuno candidati che usano il "cambiamento" per far avanzare le loro carriere. E poi ci sono quelli, come John McCain, che utilizzano la loro carriera per promuovere il cambiamento. Sono quelli il cui nome compare su leggi e riforme di riferimento, non solo nei pulsanti e nei banners, o su auto-progettati sigilli presidenziali.Tra politici c'è l'idealismo degli scrittori di discorsi altisonanti, nei quali le folle sono irretite a sostenere grandi cose
E c'è l'idealismo di quei leaders, come John McCain, che attualmente fa grandi cose. Loro sono bravi solo a parlare, gli altri sono quelli che sono sempre stati capaci di servire e difendere l'America in ogni occasione.
L'attuale elenco di leggi e riforme realizzate dal Senatore McCain spiega perchè tanti interessi speciali, lobbhyisti e presidenti di commissione del Congresso hanno così strenuamente combattuto la prospettiva di una presidenza McCain dalla prima elezione del 2000 ad oggi.
Il nostro candidato non fa parte dell'establishemnt politico di Washington; è un uomo che è qui per servire il suo paese, non il suo partito. E' un leader non alla ricerca di uno scontro, ma che non si spaventa nel caso. Harry Reid, attualmente leader della maggioranza degli attuali sfaticati del Senato, non molto tempo fa riassumeva così i suoi sentimenti sul nostro candidato alla presidenza: citazione "Non posso sopportare John McCain". Signore e signori, forse questa è la migliore dimostrazione del fatto che noi abbiamo scelto l'uomo giusto. E' chiaro che il pensiero del leader della maggioranza è i pensiero della maggioranza ed è per questa ulteriore ragione che noi dobbiamo prendere il "maverick" del Senato John McCain e portarlo fino alla Casa Bianca.
Miei cari concittadini, la Presidenza degli Stati Uniti non è posto per un viaggio "alla ricerca di se stessi" (cfr. Obama NdA); questo è un mondo pieno di minacce e pericoli, non è una comunità di persone e non ha bisogno di un organizzatore. E anche se entrambi, il Senatore Obama e il Senatore Biden hanno di recente affermato che, cito, "stiamo combattendo per voi", lasciate che vi mostri come stanno le cose direttamente.
C'è un solo uomo in queste elezioni che ha realmente combattuto per voi, in posti dove vincere significa sopravvivere e perdere sigifica morire, e quest'uomo è John McCain. Nei nostri giorni, alcuni politici hanno velocemente e facilmente raccontato storie di problemi ed avversità subite che non hanno nulla di paragonabile al mondo da incubo nel quale quest'uomo, e altri altrettanto valorosi, hanno servito e sofferto per il loro paese.
Lunga è stata la strada percorsa dalla paura, il dolore e lo squallore della detenzione in una cella di sei piedi per quattro ad Hanoi, per arrivare allo Studio Ovale; se il senatore McCain verrà eletto, quello è il viaggio che avrà compiuto. E' il viaggio compiuto da un uomo retto e con senso dell'onore, il tipo di uomo il cui nome trovereste nei mausolei in memoria di eroi e caduti in guerra che si trovano in tutte le piccole città di questo paese, solo che lui è ritornato a casa.
Per l'incarico più importante del pianeta, egli aggiungerà la compassione che deriva dall'essere un tempo impotente, la saggezza che giunge anche ai prigioneri, dalla grazia di Dio; la particolare fiducia di coloro che hanno visto il male e visto come batterlo. Un suo compagno di prigionia, Tom Moe di Lancaster, Ohio, ricorda come tutti i giorni, sbirciando da un foro nella sua cella, vedesse le guardie trascinare il tenente comandante John McCain per il corridoio. Racconta che quando McCain passava di nuovo davanti alla cella di Moe facesse un sorriso e alzasse il pollice. "Noi riuscivamo a tirare avanti per questo". Miei cari concittadini, questo è il tipo di uomo del quale l'America ha bisogno per iprossimi quattro anni.
Per una stagione, una persona le cui parole seducono può attrarre e ispirare; per tutta la vita, John McCain ha ispirato con le sue opere.
Se la personalità è la misura in queste elezioni, e la speranza sia il tema, e il cambiamento è l'obiettivo che ci prefiggiamo allora io vi chiedo di unirvi alla nostra causa.
Aderite alla nostra causa e aiutate l'America ad eleggere un grande uomo come il prossimo Presidente degli Stati Uniti.
Grazie a tutti, e che Dio benedica l'America."
Il pitbull con il rossetto
Riporto da TheRightNation (qui l'originale) una citazione di Bill Kristol
Il post di Andrea Mancia è semplicemente perfetto nel raccontare come e cosa sta facendo lo staff di Obama per rimediare a una scelta del Maverick John McCain che li ha portati di colpo fuori dall'attenzione mediatica e, secondo me, ha lanciato definitivamente verso la presidenza i Repubblicani. Da leggere a fondo e con gratitudine; anche giornalisti italiani dovrebbero farlo, capirebbero che i fatti vanno tenuti separati dalle opinioni e dalle fandonie (bravo come sempre, un modello da seguire)
"Bill Kristol racconta di aver sentito un componente dello staff di McCain spiegare alla Palin le difficoltà a cui sarebbe andata incontro dopo l’annuncio della sua candidatura, la cattiveria degli attacchi che avrebbe subito, l’intrusione dei media nella sua vita privata. «Grazie per l’avvertimento - ha risposto Sarah - ma sai quale è la differenza tra una hockey mom e un pitbull?». «No, governatore», ha sussurato lo staffer repubblicano. «Una hockey mom porta il rossetto». Gli animalisti obamisti sono avvertiti.
"
Come conferma alle mie intuizioni, ecco la copertina di ieri di TIME, a convention Democratica appena finita; mi sarei aspettato di vedere un Obama trionfante sullo sfondo delle famose colonne greche posticce del palco della convention, e invece...
Il post di Andrea Mancia è semplicemente perfetto nel raccontare come e cosa sta facendo lo staff di Obama per rimediare a una scelta del Maverick John McCain che li ha portati di colpo fuori dall'attenzione mediatica e, secondo me, ha lanciato definitivamente verso la presidenza i Repubblicani. Da leggere a fondo e con gratitudine; anche giornalisti italiani dovrebbero farlo, capirebbero che i fatti vanno tenuti separati dalle opinioni e dalle fandonie (bravo come sempre, un modello da seguire)
"Bill Kristol racconta di aver sentito un componente dello staff di McCain spiegare alla Palin le difficoltà a cui sarebbe andata incontro dopo l’annuncio della sua candidatura, la cattiveria degli attacchi che avrebbe subito, l’intrusione dei media nella sua vita privata. «Grazie per l’avvertimento - ha risposto Sarah - ma sai quale è la differenza tra una hockey mom e un pitbull?». «No, governatore», ha sussurato lo staffer repubblicano. «Una hockey mom porta il rossetto». Gli animalisti obamisti sono avvertiti.
"
Come conferma alle mie intuizioni, ecco la copertina di ieri di TIME, a convention Democratica appena finita; mi sarei aspettato di vedere un Obama trionfante sullo sfondo delle famose colonne greche posticce del palco della convention, e invece...
martedì 19 agosto 2008
Cossiga 2, la vendetta
Riporto integralmente la lettera odierna del Presidente Cossiga inviata a IlGiornale.
Continua, finalmente in chiaro, il dibattito sui fatti degli anni '80.
Con la speranza che i danni e le bugie raccontate finora da chi ci ha marciato sopra per interessi politici comincino a diminuire e la verità venga un po' di più a galla.
"Caro Direttore,
ho letto senza stupore l'articolo del caro amico Geronimo pubblicato dal tuo giornale; ma, come dirò più avanti, dovrebbe destare stupore il fatto che, ma a ben vedere anche questo si spiega molto facilmente!, sulle rivelazioni dell'«Accordo Moro» con i movimenti, anche a carattere apertamente terroristico, palestinesi e forse anche con altri movimenti terroristici europei, compresi quelli che facevano capo al famoso Carlos, non si sia aperto un grande dibattito e la sinistra, sempre accusatrice delle male azioni dei «servizi segreti deviati», con alla testa i «democristiani pentiti» alla Rosy Bindi e alla Dario Franceschini, non abbia chiesto l'immediata costituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta.
I fatti sono ormai noti nelle loro linee generali. Tutto ha avuto origine da un'intervista, fattami da un caro amico vostro collega, pubblicata sul quotidiano vostro confratello milanese, nella quale avanzavo il dubbio, sempre più condiviso anche dalla sinistra radicale, che la strage della stazione di Bologna non sia da imputare alla Mambro e al Fioravanti, ma ad una involontaria deflagrazione di una o due valigie di esplosivo, che qualche attivista palestinese trasportava «in franchigia», secondo le clausole del sopradetto accordo.
Fraintendendo, certo non involontariamente, quello da me dichiarato, il portavoce del rinato Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, organizzazione a carattere terrorista che ha trasferito la sua «centrale» dal Libano alla striscia di Gaza, alleata ad Hamas contro lo Stato di Israele e contro l'Autorità Nazionale Palestinese, ha smentito che fossero stati i palestinesi a compiere l'attentato della stazione di Bologna e ha rivelato l'esistenza dell'«Accordo Moro» con i movimenti di liberazione palestinesi anche a carattere terroristico che, in cambio della «mano libera» in Italia, avevano garantito la salvaguardia del nostro Paese ed anche degli obbiettivi italiani all'estero, purché non cooperanti con il sionismo e con lo Stato d'Israele, da atti di terrorismo, accordo che a dire il vero fu sempre rispettato, dato che anche l'attentato all'aeroporto di Fiumicino del 1985 fu portato esclusivamente al banco di accettazione della compagnia aerea israeliana El Al e solo israeliane o ebree furono le vittime, e gli attentatori uccisi non furono colpiti dalle nostre forze di polizia ma dagli agenti segreti dello Shin Beth, dissimulati sotto le vesti di impiegati della compagnia di bandiera israeliana. Questa intervista è stata confermata con dovizia di particolari da un famoso e rigoroso magistrato quale è il giudice Priore, titolare delle più importanti inchieste giudiziarie del dopoguerra in materia di terrorismo: dal caso Moro all'attentato al Papa, al caso Ustica e così via, magistrato integerrimo non certo di sinistra o «girotondino», non uso a utilizzare sentenze o ordinanze per «riscrivere la Storia» o per dare giudizi morali o politici o per sostituirsi al legislatore, ma anche dalla sinistra sempre rispettato.
Alcuni quesiti questi fatti hanno posto alla mia mente.
Perché quella parte della sinistra e dei «democristiani pentiti», che ha sempre puntato il dito contro i «servizi segreti deviati» e sempre pronta a invocare la legalità e il giustizialismo, tace? Una risposta c'è. Per essere coerenti con se stessi, bisognerebbe mettere sotto inchiesta l'operato di Aldo Moro; ma essi l'hanno eretto a «icona» dell'Ulivo, poi della Margherita, poi dell'Unione e ora dell'alleanza Partito Democratico-Italia per le Manette e le Forche, riducendo un grande statista, grande esperto di politica estera e di utilizzo, diciamo anche un po' spregiudicato dei servizi segreti e delle loro «covert action», a un piccolo «catto-comunista» d'accatto!
Perché magistrati come il giudice Priore, che tutto sapevano, non sono intervenuti contro una palese violazione della legalità anche costituzionale? Perché, come Aldo Moro, sapevano che esisteva a fondamento della Repubblica e a tutela della comunità civile una «ragion di Stato» che poteva e doveva portare in situazioni emergenziali a valicare i limiti della stretta legalità. Certo fortunati Aldo Moro, l'ammiraglio Martini, prima capo del controspionaggio, poi dello spionaggio e poi del SID e del Sismi, che non fossero arrivati ancora nelle procure e negli uffici d'istruzione ragazzi del '68, che non essendo riusciti a conquistare il governo dello Stato con la loro caricatura della rivoluzione, cercano di farlo a colpi di sentenze, ordinanze e veline ai giornali! Sarebbero finiti tutti in galera!
Perché il dottor Bassam Abud Sharif ha svelato queste cose, ora? Forse per ricordare che oggi è in vigore un «Accordo Tizio-Caio-Mevio-Sempronio» che ha tenuto al riparo l'Italia, unico Paese non dico in Europa, ma nel mondo, da attacchi di Al Qaida e dalla galassia dei movimenti islamici radicali che direttamente o indirettamente ad essa si riferiscono, compresi i Talebani, gli Hezbollah e Hamas, magari avendo come contropartita la tolleranza nel nostro Paese verso gli imam e le moschee centro d'agitazione radicale, i caveat alle nostre missioni militari all'estero, la conduzione antisraeliana e filo-Hezbollah della missione Unifil del disinvolto Gen. Graziano, che anche il Governo Berlusconi tiene al suo posto, e così via. Vuoi un consiglio, caro Direttore? «Si taccia!», come da questo momento farò anch'io, perché, pur avendo ottant'anni, io a conservarmi la pellaccia ci tengo e voglio evitare bombe o sventagliate di mitra, islamiche o israeliane che siano.
Francesco Cossiga "
La vendetta della storia sulla propaganda.
Continua, finalmente in chiaro, il dibattito sui fatti degli anni '80.
Con la speranza che i danni e le bugie raccontate finora da chi ci ha marciato sopra per interessi politici comincino a diminuire e la verità venga un po' di più a galla.
"Caro Direttore,
ho letto senza stupore l'articolo del caro amico Geronimo pubblicato dal tuo giornale; ma, come dirò più avanti, dovrebbe destare stupore il fatto che, ma a ben vedere anche questo si spiega molto facilmente!, sulle rivelazioni dell'«Accordo Moro» con i movimenti, anche a carattere apertamente terroristico, palestinesi e forse anche con altri movimenti terroristici europei, compresi quelli che facevano capo al famoso Carlos, non si sia aperto un grande dibattito e la sinistra, sempre accusatrice delle male azioni dei «servizi segreti deviati», con alla testa i «democristiani pentiti» alla Rosy Bindi e alla Dario Franceschini, non abbia chiesto l'immediata costituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta.
I fatti sono ormai noti nelle loro linee generali. Tutto ha avuto origine da un'intervista, fattami da un caro amico vostro collega, pubblicata sul quotidiano vostro confratello milanese, nella quale avanzavo il dubbio, sempre più condiviso anche dalla sinistra radicale, che la strage della stazione di Bologna non sia da imputare alla Mambro e al Fioravanti, ma ad una involontaria deflagrazione di una o due valigie di esplosivo, che qualche attivista palestinese trasportava «in franchigia», secondo le clausole del sopradetto accordo.
Fraintendendo, certo non involontariamente, quello da me dichiarato, il portavoce del rinato Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, organizzazione a carattere terrorista che ha trasferito la sua «centrale» dal Libano alla striscia di Gaza, alleata ad Hamas contro lo Stato di Israele e contro l'Autorità Nazionale Palestinese, ha smentito che fossero stati i palestinesi a compiere l'attentato della stazione di Bologna e ha rivelato l'esistenza dell'«Accordo Moro» con i movimenti di liberazione palestinesi anche a carattere terroristico che, in cambio della «mano libera» in Italia, avevano garantito la salvaguardia del nostro Paese ed anche degli obbiettivi italiani all'estero, purché non cooperanti con il sionismo e con lo Stato d'Israele, da atti di terrorismo, accordo che a dire il vero fu sempre rispettato, dato che anche l'attentato all'aeroporto di Fiumicino del 1985 fu portato esclusivamente al banco di accettazione della compagnia aerea israeliana El Al e solo israeliane o ebree furono le vittime, e gli attentatori uccisi non furono colpiti dalle nostre forze di polizia ma dagli agenti segreti dello Shin Beth, dissimulati sotto le vesti di impiegati della compagnia di bandiera israeliana. Questa intervista è stata confermata con dovizia di particolari da un famoso e rigoroso magistrato quale è il giudice Priore, titolare delle più importanti inchieste giudiziarie del dopoguerra in materia di terrorismo: dal caso Moro all'attentato al Papa, al caso Ustica e così via, magistrato integerrimo non certo di sinistra o «girotondino», non uso a utilizzare sentenze o ordinanze per «riscrivere la Storia» o per dare giudizi morali o politici o per sostituirsi al legislatore, ma anche dalla sinistra sempre rispettato.
Alcuni quesiti questi fatti hanno posto alla mia mente.
Perché quella parte della sinistra e dei «democristiani pentiti», che ha sempre puntato il dito contro i «servizi segreti deviati» e sempre pronta a invocare la legalità e il giustizialismo, tace? Una risposta c'è. Per essere coerenti con se stessi, bisognerebbe mettere sotto inchiesta l'operato di Aldo Moro; ma essi l'hanno eretto a «icona» dell'Ulivo, poi della Margherita, poi dell'Unione e ora dell'alleanza Partito Democratico-Italia per le Manette e le Forche, riducendo un grande statista, grande esperto di politica estera e di utilizzo, diciamo anche un po' spregiudicato dei servizi segreti e delle loro «covert action», a un piccolo «catto-comunista» d'accatto!
Perché magistrati come il giudice Priore, che tutto sapevano, non sono intervenuti contro una palese violazione della legalità anche costituzionale? Perché, come Aldo Moro, sapevano che esisteva a fondamento della Repubblica e a tutela della comunità civile una «ragion di Stato» che poteva e doveva portare in situazioni emergenziali a valicare i limiti della stretta legalità. Certo fortunati Aldo Moro, l'ammiraglio Martini, prima capo del controspionaggio, poi dello spionaggio e poi del SID e del Sismi, che non fossero arrivati ancora nelle procure e negli uffici d'istruzione ragazzi del '68, che non essendo riusciti a conquistare il governo dello Stato con la loro caricatura della rivoluzione, cercano di farlo a colpi di sentenze, ordinanze e veline ai giornali! Sarebbero finiti tutti in galera!
Perché il dottor Bassam Abud Sharif ha svelato queste cose, ora? Forse per ricordare che oggi è in vigore un «Accordo Tizio-Caio-Mevio-Sempronio» che ha tenuto al riparo l'Italia, unico Paese non dico in Europa, ma nel mondo, da attacchi di Al Qaida e dalla galassia dei movimenti islamici radicali che direttamente o indirettamente ad essa si riferiscono, compresi i Talebani, gli Hezbollah e Hamas, magari avendo come contropartita la tolleranza nel nostro Paese verso gli imam e le moschee centro d'agitazione radicale, i caveat alle nostre missioni militari all'estero, la conduzione antisraeliana e filo-Hezbollah della missione Unifil del disinvolto Gen. Graziano, che anche il Governo Berlusconi tiene al suo posto, e così via. Vuoi un consiglio, caro Direttore? «Si taccia!», come da questo momento farò anch'io, perché, pur avendo ottant'anni, io a conservarmi la pellaccia ci tengo e voglio evitare bombe o sventagliate di mitra, islamiche o israeliane che siano.
Francesco Cossiga "
La vendetta della storia sulla propaganda.
sabato 2 agosto 2008
User offline
Mi piazzo al mare con i piedi nella sabbia, ciabatte fermate con la sparachiodi fino al 17 agosto.
Tutto quello che farò sarà nella posizione di massimo rendimento e minimo sforzo.
See ya soon!
Tutto quello che farò sarà nella posizione di massimo rendimento e minimo sforzo.
See ya soon!
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